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Calcolosi Urinaria

è una patologia in progressiva espansione nel mondo occidentale un dato da porsi in relazione con il cambio dello stile di vita e dell’alimentazione.È stato stimato che il rischio di un episodio acuto di calcolosi può coinvolgere fino ad un terzo della popolazione.Vi sono alcune malattie riconosciute responsabili di questa patologia quali alcune disfunzioni endocrine, malattie degenerative dell’osso, patologie intestinali primitive o conseguenti ad interventi chirurgici, infezioni urinarie sostenute da alcuni tipi di batteri.

Vi sono alcune malattie riconosciute responsabili di questa patologia quali alcune disfunzioni endocrine, malattie degenerative dell’osso, patologie intestinali primitive o conseguenti ad interventi chirurgici, infezioni urinarie sostenute da alcuni tipi di batteri. A queste malattie vanno aggiunte le forme ereditarie di calcolosi e le malformazioni delle vie urinarie superiori.  Nella maggior parte dei casi la calcolosi è conseguente all’eliminazione per così dire primitiva, vale a dire senza causa apparente di sostanze che precipitando nelle urine entrano nella composizione dei calcoli urinari. Tra queste l’ossalato, il calcio e l’acido urico.

Nel passato i pazienti in cui fosse stato identificato un calcolo di un sale calcico venivano posti a dieta povera di calcio un provvedimento destinato per lo più a non modificare la storia naturale della malattia e, piuttosto ad impoverire le riserve naturali di calcio dell’organismo in primis quelle di origine ossea. Questo provvedimento è pertanto da evitarsi e nel paziente con calcoli urinari va piuttosto impostata una dieta a contenuto bilanciato di proteine,soprattutto animali, sodio e carboidrati,limitando se necessario l’apporto di ossalati.

È inoltre indispensabile l’incremento dell’apporto di liquidi fino a 2-2,5 litri al giorno sotto forma di acqua o di succhi di agrumi, utilissimi per il loro elevato contenuto di citrati.Queste misure generiche vanno applicate al paziente che abbia prodotto un calcolo per la prima volta e che non presenti nella sua storia clinica nessuna delle disfunzioni in precedenza citate, ma sono sicuramente insufficienti per i pazienti che presentino le suddette anomalie o che abbiano prodotto calcoli in passato. In questi casi è necessario approntare uno studio metabolico condotto sulle urine delle 24 ore alla ricerca dei difetti metabolici su cui orientare non solo una dieta opportuna ma anche una terapia farmacologica mirata.

Grazie alle moderne tecniche sviluppate nel campo della calcolosi, l’intervento chirurgico viene riservato al 2% dei casi, specie in quelli in cui vi siano calcoli estremamente complessi, vi sia la necessità di correggere anomalie anatomiche del rene o di sacrificare l’organo.Qualunque sia la tecnica impiegata il paziente andrà seguito adeguatamente nel tempo tenuto conto che il calcolo non rappresenta la malattia, ma la manifestazione di essa.Ne deriva che se non verranno assunti provvedimenti dietetici o farmacologici orientati a prevenire la formazione di altri calcoli questi si manifesteranno di nuovo in percentuale prossima al 70% dei casi.

Questi studi devono essere condotti una volta eliminato il calcolo dal rene o dall’uretere un provvedimento attuabile con diversi approcci.Negli ultimi decenni si è assistito ad una  vera rivoluzione nell’ambito del trattamento mini invasivo della calcolosi urinaria che si avvale di metodologie quali la litotrissia extracorporea che consente la frantumazione del calcolo dall’esterno grazie ad onde d’urto che vengono generate con diverse sorgenti al di fuori del corpo e focalizzate sul calcolo.

Questa tecnica è efficace per i calcoli non eccessivamente duri e di dimensioni contenute e richiede che sia il paziente ad espellere i frammenti generati, un evento che avviene nel 20% dei casi a prezzo di una colica renale.Una metodica alternativa alla litotrissia extracorporea è la frammentazione del calcolo per via endoscopica sotto visione per lo più con l’utilizzo di sorgenti laser.

Le fibre laser vengono introdotte all’interno di endoscopi a fibre ottiche miniaturizzati che, inseriti attraverso l’uretra, vengono fatti progredire se necessario fino al rene. La flessibilità di questi strumenti permette di raggiungere virtualmente anche i tratti più remoti dell’albero urinario. Per i calcoli di dimensioni fino a 2 cm questa metodica si è dimostrata più efficace della precedente rispetto alla quale presenta il vantaggio di una sicura frammentazione e della possibilità di estrarre i frammenti prodotti.

I calcoli possono infine essere estratti per via percutanea, pungendo il rene dalla regione del fianco sotto controllo ecografico e/o radiologico e creando un tramite tra cute e cavità renali ospitanti il calcolo. Questa metodica, riservata ai calcoli di dimensioni inferiori a 2 cm può prevedere più punture del rene nel caso in cui il calcolo sia molto voluminoso e ramificato e si avvale degli ultrasuoni per frammentare il materiale calcare che verrà successivamente aspirato.

Le cause

Vi sono alcune malattie riconosciute responsabili di questa patologia quali alcune disfunzioni endocrine, malattie degenerative dell’osso, patologie intestinali primitive o conseguenti ad interventi chirurgici, infezioni urinarie sostenute da alcuni tipi di batteri. A queste malattie vanno aggiunte le forme ereditarie di calcolosi e le malformazioni delle vie urinarie superiori.  Nella maggior parte dei casi la calcolosi è conseguente all’eliminazione per così dire primitiva, vale a dire senza causa apparente di sostanze che precipitando nelle urine entrano nella composizione dei calcoli urinari. Tra queste l’ossalato, il calcio e l’acido urico.

La terapia

Nel passato i pazienti in cui fosse stato identificato un calcolo di un sale calcico venivano posti a dieta povera di calcio un provvedimento destinato per lo più a non modificare la storia naturale della malattia e, piuttosto ad impoverire le riserve naturali di calcio dell’organismo in primis quelle di origine ossea. Questo provvedimento è pertanto da evitarsi e nel paziente con calcoli urinari va piuttosto impostata una dieta a contenuto bilanciato di proteine,soprattutto animali, sodio e carboidrati,limitando se necessario l’apporto di ossalati.

È inoltre indispensabile l’incremento dell’apporto di liquidi fino a 2-2,5 litri al giorno sotto forma di acqua o di succhi di agrumi, utilissimi per il loro elevato contenuto di citrati.Queste misure generiche vanno applicate al paziente che abbia prodotto un calcolo per la prima volta e che non presenti nella sua storia clinica nessuna delle disfunzioni in precedenza citate, ma sono sicuramente insufficienti per i pazienti che presentino le suddette anomalie o che abbiano prodotto calcoli in passato. In questi casi è necessario approntare uno studio metabolico condotto sulle urine delle 24 ore alla ricerca dei difetti metabolici su cui orientare non solo una dieta opportuna ma anche una terapia farmacologica mirata.

Grazie alle moderne tecniche sviluppate nel campo della calcolosi, l’intervento chirurgico viene riservato al 2% dei casi, specie in quelli in cui vi siano calcoli estremamente complessi, vi sia la necessità di correggere anomalie anatomiche del rene o di sacrificare l’organo.Qualunque sia la tecnica impiegata il paziente andrà seguito adeguatamente nel tempo tenuto conto che il calcolo non rappresenta la malattia, ma la manifestazione di essa.Ne deriva che se non verranno assunti provvedimenti dietetici o farmacologici orientati a prevenire la formazione di altri calcoli questi si manifesteranno di nuovo in percentuale prossima al 70% dei casi.

L'eliminazione del calcolo

Questi studi devono essere condotti una volta eliminato il calcolo dal rene o dall’uretere un provvedimento attuabile con diversi approcci.Negli ultimi decenni si è assistito ad una  vera rivoluzione nell’ambito del trattamento mini invasivo della calcolosi urinaria che si avvale di metodologie quali la litotrissia extracorporea che consente la frantumazione del calcolo dall’esterno grazie ad onde d’urto che vengono generate con diverse sorgenti al di fuori del corpo e focalizzate sul calcolo.

Questa tecnica è efficace per i calcoli non eccessivamente duri e di dimensioni contenute e richiede che sia il paziente ad espellere i frammenti generati, un evento che avviene nel 20% dei casi a prezzo di una colica renale.Una metodica alternativa alla litotrissia extracorporea è la frammentazione del calcolo per via endoscopica sotto visione per lo più con l’utilizzo di sorgenti laser.

Le fibre laser vengono introdotte all’interno di endoscopi a fibre ottiche miniaturizzati che, inseriti attraverso l’uretra, vengono fatti progredire se necessario fino al rene. La flessibilità di questi strumenti permette di raggiungere virtualmente anche i tratti più remoti dell’albero urinario. Per i calcoli di dimensioni fino a 2 cm questa metodica si è dimostrata più efficace della precedente rispetto alla quale presenta il vantaggio di una sicura frammentazione e della possibilità di estrarre i frammenti prodotti.

I calcoli possono infine essere estratti per via percutanea, pungendo il rene dalla regione del fianco sotto controllo ecografico e/o radiologico e creando un tramite tra cute e cavità renali ospitanti il calcolo. Questa metodica, riservata ai calcoli di dimensioni inferiori a 2 cm può prevedere più punture del rene nel caso in cui il calcolo sia molto voluminoso e ramificato e si avvale degli ultrasuoni per frammentare il materiale calcare che verrà successivamente aspirato.

Calcolosi Urinaria